A Gianfrà, ma te possino…

6 Maggio 2008

Gianfrà non hai capito che non basta un bel vestito, un sorrisetto e magari una carica istituzionale per essere diverso?
Quando uno è pirla, è pirla! Si è pirla prima quando si indossava la camicia nera è si è pirla dopo quando si indossa il doppiopetto.

Non è che adesso perchè ci si è fatti una doccia si è puliti. Bisogna capire, caro Gianfrà, che Statisti si nasce e non lo si diventa.

Certo Gianfrà che l’hai sparata proprio grossa. Capisco che l’euforia in questo periodo è tanta: Il PD ha fatto cadere il Governo Prodi, ha annientato i comunisti, avete stravinto le elezioni politiche, avete stravinto a Roma, ti hanno dato una carica importante. Capisco, sinceramente, ma l’hai sparato troppo grossa.

Come cavolo fai a dire che quanto fatto da quattro coglioni a Torino è più grave di quattro assassini che ammazzano, senza motivo, un ragazzo di vent’anni.

Non mi dirai forse che la gravità dei fatti è legata a chi commette il fatto, spero. Visto che a torino ci sono I communisti che bruciano le bandiere allora questo è più grave di quanto accaduto a Verona dove quattro (o più) fascisti hanno ammazzato di botte un ragazzo.

Gianfrà cerca di non voler diventare il nuovo piacione di Roma a tutti i costi. Non hai visto che fine ha fatto quello di prima?.
Non serve che tu dica, in ogni occasione possibile ed immaginabile, quello che pensi su tutto e tutti.  Fai come Pierferdi quando era Presidente … statte zitto!. 

Vedi Gianfrà manno deto che a Verona ogni tanto trovano un manichino impiccato con scritto "negro". Sai a Verona il clima nun me sembra dei migliori.

Vedi Gianfrà me viene in mente quella volta che quel finanziere disse a mio suocero "Abbiamo vinto noi, ora pestiamo chi vogliamo". Eravamo all’indomani di Genova 2001. Sia io che mio suocero eravamo a Genova. C’era anche questo poveretto di finanziere, ma dall’altra parte. N’anima Santa ha protetto quel poveretto dal cazzotto de mi suocero! I Santi si che ci sanno fare, anche co mi suocero!
Vedi Gianfrà nun vorrei che le tue parole fossero intese come un alleggerimento o una giustificazione di quanto accaduto.  Sai Gianfrà, la gente è strana.

Se a Genova a qualcuno era bastato vincere le elezioni per pestare…qualcuno con le tue parole potrebbe sentirsi leggittimato a continuare le violenze.

Vedi Gianfrà nella tua maggioranza c’è un mezzo ebete che minaccia di utilizzare i fucili. Nun vorrei che domani qualcuno lo facesse veramente, di inbaracciare il fucile intendo. Nun vorrei trovamme qualche nero impiccato davanti all’arena di Verona. Nun vorrei trovamme qualche povero communista (che ormai sono come i panda: una specie protetta) con ‘na pistolettata in fronte.

Gianfrà, ma te possino…. non potevi statte zitto? Chiedi scusa e finiamola qua!

 

Nicola Tommasoli, veronese, aveva 29 anni. E’ stato ucciso da cinque ragazzi veronesi con età dai 19 ai 20 anni. I genitori di Nicola hanno autorizzato l’espianto degli organi e dei tessuti.

Nicola poteva essere Pietro. Nicola potevo essere io. Nicola potevi essere tu.

La violenza è l’assurdità non hanno colore della pelle, non hanno patria. Sono figlie di questa società malata.
 

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Una risposta a “A Gianfrà, ma te possino…”

  1. filomeno
    5:26:29 il 6 Maggio 2008

    Gianfi Black Rabbit è sempre lo stesso,

    della serie: sotto il vestito NIENTE

Commenti

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